|
Lecce,
94.906 abitanti, sita nella parte più pianeggiante del Salento e
nel cuore di un'area densamente urbanizzata, che conta 432.939
abitanti e che si estende su una superficie territoriale di
1.580,56 km².
Capoluogo e maggiore centro culturale della penisola salentina,
sede dell'omonima arcidiocesi e di un'università, È il capoluogo
di provincia più orientale d'Italia.
Attiva nei settori dell'industria agricola (olio, vino), della
ceramica, della cartapesta e del turismo culturale, è la città
dove più elaborato è stato lo sviluppo dell'arte barocca in pietra
leccese, un calcare malleabile e molto adatto alla lavorazione con
lo scalpello. Si parla, infatti, di barocco leccese e, per la
bellezza dei suoi monumenti, è definita la Firenze del Sud.
La città è stata inserita (unica città italiana) nella lista "Best
in travel 2010" di Lonely Planet quale città da visitare nel 2010
insieme ad Abu Dhabi (Emirati Arabi), Istanbul (Turchia),
Singapore (Singapore), Vancouver (Canada), Kyoto (Giappone),
Sarajevo (Bosnia Herzegovina), Cork (Irlanda), Cuenca (Ecuador) e
Charleston (Stati Uniti). Lecce è stata scelta su una rosa di
oltre 5.000 città mondiali per la bellezza dei suoi monumenti e
del suo centro storico barocco.
Caratteristiche del territorio sono i poderosi strati di terra
rossa e l'assenza di corsi d'acqua di superficie. Il terreno
carsico tuttavia presenta innumerevoli inghiottitoi (chiamate vore
o capoventi), punti di richiamo delle piovane, che convogliano
l'acqua nel sottosuolo alimentando veri e propri fiumi carsici.
Solcano poi la superficie numerosi canali scavati per favorire il
deflusso delle piovane negli inghiottitoi, e per evitare quindi la
formazione di acquitrini.
La città di Lecce è nota per la ricchezza dei monumenti che la
adornano, molti dei quali realizzati nel tipico stile barocco
leccese. Significativi sono i fregi, i capitelli, i pinnacoli ed i
rosoni che decorano molti dei palazzi e delle chiese della città
(se ne contano oltre 40), come ad esempio il Palazzo dei Celestini
e l'adiacente Basilica di Santa Croce, nonché la chiesa di Santa
Chiara ed il Duomo.
Il centro della città è racchiuso in mura di cinta risalenti al
XVI sec., ma ormai in gran parte distrutte. La città presentava
originariamente quattro porte di accesso: Arco di Trionfo (Porta
Napoli), Porta Rudiae, Porta San Biagio e Porta San Martino. Di
queste l'ultima non è più visibile in quanto crollata nel XIX sec.
Piazza
Sant'Oronzo
– il salotto elegante di Lecce è Piazza Sant'Oronzo, in parte
occupata dall'Anfiteatro romano del I-II secolo d.C, riportato
alla luce all'inizio del Novecento. Nella piazza s'innalza la
colonna, donata dalla città di Brindisi per cercare di adornare la
spoglia piazza, con la statua di Sant'Oronzo, protettore della
città. Di fronte alla statua si trova l'armonioso palazzetto del
Sedile, antica sede del Municipio, dove il sindaco riceveva la
cittadinanza. Accanto a questo edificio, sorge la chiesetta di San
Marco, importante testimonianza dell'esistenza di una colonia di
mercanti veneti giunti in città per praticare attività
commerciali. Un'altra testimonianza artistica che si affaccia
sulla piazza davanti all'anfiteatro è la chiesa di Santa Maria
delle Grazie.
Architetture religiose:
Abbazia di Santa Maria di Cerrate -
Abbazia di Santa Maria di
Cerrate-Interno Facciata della chiesa dei Santi Niccolò e
CataldoL'Abbazia di Cerrate, è situata fuori dalla città, nelle
campagne in direzione della marina di Casalabate. Venne edificata
dai Monaci basiliani nel XII secolo. Accanto al portico finemente
scolpito, è possibile ammirare un pozzo rinascimentale. L'interno
custodisce un baldacchino del 1269 e numerosi affreschi eseguiti
tra il XIII ed il XIV secolo.
Chiesa
Santa Maria d'Aurìo
- Situata al confine con il comune di Surbo, la Chiesa di Santa
Maria d'Aurio è una struttura romanica risalente ai secoli
XII-XIII. L'edificio sacro è quel che resta di un antico casale
abbandonato tra il XV e il XVI secolo.
Chiesa di San Giovanni Evangelista
- La Chiesa di San Giovanni Evangelista, è un edificio medievale
voluto nel 1133 dall'ordine delle Benedettine e da Anacleto II.
Sorge nel centro storico della città, in corte Accardo, e venne
ampliata e rimaneggiata nel corso dei secoli. La chiesa, severa ed
austera all'esterno, presenta un interno sfarzoso influenzato
dallo stile barocco affermatosi a Lecce nel corso del Seicento.
Alla prima metà del Cinquecento appartiene la quadrata torre
campanaria.
Chiesa dei Santi Niccolò e Cataldo
- Situata all'interno del cimitero, la Chiesa dei Santi Niccolò e
Cataldo venne eretta nel 1180 dal penultimo re normanno Tancredi.
Nel 1716 venne rifatta la facciata da Giuseppe Cino, adornandola
di numerose statue, conservando i due portali, il rosone, la
cupola, e alcuni elementi decorativi. L'interno a tre navate
presenta archi a sesto acuto e una cupola nel mezzo della navata
centrale. Gli affreschi alle pareti sono del XV, XVI e XVII
secolo. Nel XVI secolo l'architetto leccese Gabriele Riccardi
rifece il convento nel cui chiostro fa bella mostra di sé un
artistico pozzo seicentesco.
Convento degli Olivetani -
Situato nei pressi del cimitero, adiacente alla chiesa dei Santi
Nicolò e Cataldo, il monastero degli Olivetani è un complesso
architettonico risalente al XIV secolo. Oggi sede della Facoltà di
Beni Culturali e della biblioteca di Studi Storici dell'Università
del Salento, presenta un particolare chiostro, opera di Gabriele
Riccardi, ispirato ai modelli medievali, con colonne binate ed
all'interno un pozzo con un'edicola tipicamente barocca.
Duomo
-
Collocato al centro della omonima piazza, il Duomo, tra i più
belli d'Italia, fu costruito una prima volta nel 1144, poi nel
1230. Su richiesta del vescovo di Lecce, Luigi Pappacoda, il duomo
fu completamente ristrutturato negli anni tra il 1659-70 da
Giuseppe Zimbalo a cui si deve anche l'attigua torre campanaria
alta 70 metri circa e suddivisa in 5 piani con finestre molto
slanciate; termina con una loggia ottagonale. Il tempio
possiede due prospetti, di cui il principale è quello a sinistra
dell'episcopio, mentre l'altro guarda l'ingresso della piazza. La
facciata principale, piuttosto semplice sotto il profilo
decorativo, si sviluppa in due ordini ove appaiono le statue,
allogate in nicchioni, dei Santi Pietro e Paolo, di San Gennaro e
di San Ludovico. La disposizione delle paraste scanalate fa
intravedere che la chiesa è strutturata in tre navate. Il
prospetto secondario, invece, è ricco, esuberante. Si evidenzia il
portale sovrastato da una balaustra; al centro, si innalza la
statua di Sant'Oronzo mentre, in basso, due nicchie ospitano le
statue dei SS. Giusto e Fortunato. L'interno, a croce latina,
è impreziosito da 12 altari più maggiore, per la più parte del
tardo Seicento, ed è ricco di opere pittoresche realizzate da
valenti artisti, tra i quali Giuseppe da Brindisi, Oronzo Tiso,
Gianserio Strafella, G. Domenico Catalano e G. A. Coppola. La
Cattedrale possiede una cripta del XII secolo, rimaneggiata nel
XVI con aggiunte barocche. Il campanile del duomo, eretto dallo
Zimbalo tra il 1661 ed il 1682, è alto circa 72 metri. Risulta
essere il 17º campanile in Europa per altezza, tant'è che dalla
sua sommità si scorge l'Adriatico e, in giornate particolarmente
limpide, anche le montagne dell'Albania.
Episcopio
- Costruita per la prima volta nel XV secolo, la residenza del
vescovo fu ampliata nel 1649 dal Pappacoda e infine, nel 1761
venne ristrutturato da mons. Alfonso Sozy-Carafa che affidò i
lavori ad Emanuele Manieri. L'architetto leccese eliminò la scala
esterna ridisegnando in maniera più razionale e armoniosa la
facciata della residenza vescovile. Il prospetto dell'Episcopio si
dispone ad angolo retto e si allinea, pertanto, a destra del
seminario e a sinistra della Cattedrale. Sia le nuove arcate del
lato destro che le sei del lato opposto (3+3) sono intercalate da
colonne doriche. Considerando il prospetto noteremo, sul portale,
al secondo ordine, tre nicchie in cui sono ospitate statue (quella
della Vergine al centro), mentre il fastigio contiene il centrale
orologio (1761) che fu inventato dal leccese Domenico Panico.
Seminario
- Questo interessante monumento si deve alla volontà del Vescovo
Antonio Pignatelli (1682-1695). L'architetto Giuseppe Cino lo
realizzò tra il 1694 e il 1709.
Il prospetto è bugnato, è scandito da due serie di otto finestre
elegantemente incorniciate e inframmezzate, al centro, dal portone
d'ingresso sovrastato da un ampio balcone centrale incluso da
archi. L'edificio è coronato da una balaustra, ma continua con un
altro piano di epoca posteriore.
Entrati nell'edificio, si notano sulle
pareti laterali dell'ingresso otto busti in pietra leccese che
rappresentano i dottori della Chiesa. Pervenuti nell'ampio atrio,
si scorge al centro un magnifico pozzo, opera del Cino, finemente
caccato, che sembra ad alludere ad un canestro con manico. Infine
da menzionare la presenza di una graziosa cappella elegantemente
decorata.
|